L’area archeologica di La Prisgiona comprende un nuraghe a tholos di tipo complesso e il villaggio di capanne che si estende intorno ad esso.

E’ situato in regione Capichera, su una sommità che domina un vasto territorio di svariati chilometri quadrati.

Il percorso all’interno dell’area archeologica permette di ammirare la torre centrale (il mastio) e la camera interna coperta a falsa cupola, che raggiunge quasi i 7 metri di altezza.

Complesso nuragico La Prisgiona

Nuraghe La Prisgiona

L’area archeologica di La Prisgiona comprende il nuraghe complesso e il villaggio di capanne che si estende intorno ad esso.

E’ situato su una sommità in regione Capichera, da cui si ha un’ampia visuale su un territorio di svariati chilometri quadrati.

La posizione, le caratteristiche e la complessità delle strutture suggeriscono l’importante ruolo che questo insediamento doveva assumere nel territorio.

Il nuraghe è costituito da una torre centrale (il mastio), affiancato da due torri laterali;

il tutto è protetto da un imponente bastione a cui si accede attraverso un corridoio curvilineo.

Un ingresso architravato, sormontato da un finestrello di scarico conduce all’interno del mastio, dove su un breve atrio si apre una nicchia (a destra) e (a sinistra) la scala che porta al piano superiore dove probabilmente era presente un altro vano coronato da un terrazzo.

La camera interna è coperta a” tholos” (a falsa cupola) e raggiunge quasi i 7 metri di altezza. Tre nicchie disposte a croce ricavate nello spessore murario, erano forse destinate anche a momenti della vita quotidiana, come testimonierebbero alcuni reperti rinvenuti.

All’esterno del bastione che racchiude il nuraghe, si trova un ampio cortile su cui si affaccia la Capanna delle Riunioni (C1) dove probabilmente si riunivano i personaggi di spicco della comunità.

Gli oggetti ritrovati suggeriscono che nell’ambito di questi incontri si svolgessero anche rituali particolari, forse legati alla preparazione e alla consumazione di bevande particolari.

Oltre a numerose ciotole, un attingitoio e una piccola lucerna a barchetta che serviva ad illuminare l’ambiente, è stato ritrovato un vaso globulare di grande dimensioni, unico per la sua forma e per le decorazioni.

Sul fondo del vicino pozzo profondo oltre 7 metri e ancora attivo, gli archeologi ritrovarono raffinate brocchette nuragiche.

Il percorso prosegue all’esterno dell’antemurale, lungo i viottoli lastricati che attraversano due isolati composti da capanne circolari e vani.

Gli scavi archeologici hanno permesso di capire in base ai reperti ritrovati, che ciascuna capanna era destinata allo svolgersi di una specifica attività artigianale, come la fabbricazione, la cottura (C3) e il restauro della ceramica (C2), la lavorazione dei cereali, la produzione del pane (C10), quest’ultima testimoniata dalla presenza di un forno per la cottura.

L’approvvigionamento idrico, utile anche allo svolgimento di tali attività, era garantito da un piccolo pozzo- cisterna a cui era collegato un sistema di canalizzazione, ancora oggi visibile.

La vita del villaggio e del nuraghe di La Prisgiona abbraccia un lungo arco cronologico che va dal XIV sec. a.C. agli inizi dell’VIII sec. a.C., a cui segue diversi secoli dopo, una breve frequentazione in età romana imperiale (II-V sec. d. C.).

Nuraghe

Edificio simbolo della civiltà nuragica che nasce e si sviluppa in Sardegna durante l’età del Bronzo, a partire dal XVII sec. a.C. Presenti in tutta l’isola, questi edifici potevano essere di varie tipologie e assolvere a più funzioni: sicuri, protetti e nel contempo abitabili, secondo l’ipotesi più diffusa alcuni costituivano le residenze fortificate dell’autorità del villaggio.

Rappresentavano il fulcro politico, sociale, economico e forse anche religioso dell’insediamento e del territorio circostante ed erano destinati al controllo e alla difesa del territorio e delle risorse presenti. Infatti, sono situati in luoghi strategici, generalmente dotati di un’ampia visuale sul territorio circostante.

Per nuraghe SEMPLICE si intende un’unica torre, mentre col termine COMPLESSO si indica un nuraghe composto da una torre centrale (il mastio) e una o più torri di fronte o intorno, raccordate da cortine murarie e/o incluse in un vero e proprio bastione.

In base alla rappresentazioni dei nuraghi che gli stessi nuragici ci hanno lasciato, si ipotizza che questi edifici terminassero sulla sommità con un terrazzo,  protetto da un parapetto di legno.

Tholos

La tipologia di nuraghe più diffusa e conosciuta è quella “A THOLOS”. Si tratta di una torre troncoconica costruita sovrapponendo filari circolari di pietre.
All’interno si trovano una o più camere circolari sovrapposte e coperte a falsa cupola (tholos), copertura ottenuta dal restringimento progressivo del diametro dei filari di pietre, fino a chiudersi con una sola pietra.

Dove siamo

Parco Archeologico Arzachena Tariffe

Biglietto cumulativo (i residenti e i minori di 12 anni entrano gratuitamente)

  • Tariffe Intere
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  • 1 Monumento 3,00 €
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  • 4 Monumenti 11,00 €
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  • Area Malchittu: Albucciu+Moru+Malchittu
  • Area Malchittu: Albucciu+Moru
  • Area Capichera: La Prisgiona+Coddu “Ecchju”
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  • 10,00 €
  • 7,00 €
  • 7,00 €
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